Test Medicina 2025: studenti divisi sulla riforma

La recente riforma dei criteri di accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, pensata per garantire maggiore equità, sembra però non aver conquistato il favore degli studenti.

Un sondaggio realizzato su un campione di 500 aspiranti matricole rivela infatti che quasi la metà degli intervistati (48%) boccia il nuovo sistema, rimpiangendo il precedente metodo di selezione. Solo uno su quattro approva completamente la riforma, mentre il 31% dichiara di non avere ancora un’opinione chiara, soprattutto a causa della mancanza di chiarezza nei decreti attuativi ancora in fase di definizione.

Il nuovo metodo di selezione: il semestre filtro

Il punto centrale del nuovo sistema è rappresentato dal cosiddetto “semestre filtro”. Gli aspiranti medici possono iniziare a frequentare l’università, ma solo chi supererà determinati esami ottenendo almeno 18 CFU potrà accedere alla graduatoria nazionale definitiva.

In sostanza, la selezione viene spostata più avanti nel tempo, abbandonando l’idea di un unico test d’ingresso, in favore di una valutazione basata sui risultati ottenuti nei primi sei mesi di studio.

Opinioni favorevoli alla nuova riforma

Questa nuova impostazione trova il favore del 24% degli intervistati, che ne apprezza l’intento meritocratico.

Tra i sostenitori, sono in molti a sottolineare il valore di una selezione fondata sulle competenze dimostrate concretamente, sentendosi sollevati per la possibilità di entrare nel sistema universitario senza la pressione di un test unico e irripetibile.

Altri ancora trovano utile poter sfruttare gli esami sostenuti anche nel caso non si venga ammessi, oltre che il vantaggio economico legato all’addio ai costosi corsi privati di preparazione.

Dubbi e perplessità: perché il sistema non convince

Nonostante gli aspetti positivi, i contrari alla riforma rappresentano la maggioranza.

La preoccupazione principale riguarda il rischio di perdere mesi di studio qualora si venisse esclusi al termine del semestre. Seguono inoltre i timori legati all’organizzazione, come la necessità di cambiare ateneo dopo pochi mesi o il sovraffollamento delle aule durante le prime lezioni.

Di fronte a tali difficoltà logistiche e organizzative, parte degli studenti sarebbe disposto a seguire i corsi online, contro la maggioranza che preferirebbe comunque la modalità presenziale, anche a costo di seguire le lezioni restando in piedi.

Nuovo sistema, vecchie incertezze

In definitiva, nonostante l’intenzione di rendere l’accesso più giusto e meno stressante, il nuovo sistema non sembra suscitare grande entusiasmo.

Sono in pochi gli studenti ad affermare di sentirsi più motivati a tentare l’ingresso con le nuove regole, mentre la maggioranza preferiva la vecchia struttura, giudicata più chiara, seppur più rigida.

Anche sul fronte dell’equità e dell’efficacia della selezione, i pareri sono discordanti: il 27% intravede un miglioramento, il 32% teme che continueranno a prevalere coloro che hanno più mezzi, e il 41% considera il nuovo sistema sostanzialmente simile al precedente.

Il futuro dell’accesso di Medicina: una riforma ancora da assestare

In conclusione, il dibattito sulla nuova riforma dell’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria resta ancora aperto.

Se da un lato si cerca di costruire un sistema più inclusivo e meritocratico, dall’altro emergono incertezze sull’efficacia e sull’organizzazione del nuovo modello.

La percezione generale è che, almeno per ora, la riforma non riesca a offrire le certezze di cui gli studenti avrebbero bisogno per affrontare con serenità un percorso così impegnativo e il consenso è ancora lontano dall’essere solido.

 

Fonte: Ilsole24ore.it

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